Intervista · 22 giugno 2026
Intervista a Max del Rosso
Uno dei massimi esperti di Link Building in Italia.
con Max del Rosso

Specialista in Link Building e posizionamento sui motori di ricerca. Sviluppa soluzioni avanzate per la reputazione digitale dei brand.
Dalla SEO classica alla Generative Engine Optimization
Nel panorama del digital marketing italiano, la figura del SEO Specialist si è evoluta profondamente negli ultimi quindici anni. Passare dalle prime e rudimentali tecniche di posizionamento alle Oceaniche complessità algoritmiche odierne richiede non solo competenze tecniche verticali, ma anche una spiccata capacità di interpretare i trend futuri.
In questa intervista esclusiva, Max del Rosso racconta le tappe fondamentali della sua carriera, analizza i parametri per valutare la sicurezza di un dominio e spiega come l'avvento delle intelligenze artificiali stia ridefinendo completamente il concetto stesso di visibilità online.
Un approccio basato sulla qualità e sulla pulizia del profilo backlink
Redazione: Max, come è cambiato l'approccio alla link building in Italia e cosa decreta il successo di una campagna off-site oggi?
Max del Rosso: Se guardo a come si lavorava nel 2008, mi viene da ridere. All’epoca bastava "sporcare" il web con anchor text assurde come "idraulico roma prezzi" per essere primi. Era un po' come il Far West. Potevi schiaffare anchor text a chiave esatta ovunque e scalare le SERP senza troppi problemi.
Oggi quel mondo non esiste più. Il cambiamento radicale è stato il passaggio dalla quantità alla qualità estrema. Se prima contava il numero di link, ora conta quanto quel link sia rilevante, coerente, inerente e pertinente, poiché oggi il successo di una campagna lo decide la capacità di costruire un profilo naturale che includa brand mention, link nofollow e una distribuzione intelligente delle anchor.
Nell'era della AI, non basta più solo il link, ma servono citazioni e segnali di fiducia che permettano ai modelli linguistici di riconoscere l'autorevolezza di un brand.
Redazione: Molti professionisti del settore sbagliano ancora la scelta delle anchor text e il contesto del link. Come si ottiene un profilo backlink naturale e che sia davvero efficace?
Max del Rosso: Vedo ancora in giro agenzie che vendono guest post con anchor text da denuncia penale.
Un profilo backlink naturale si ottiene trattando l'anchor text come se fosse il tag ALT delle immagini. Deve descrivere onestamente all'utente cosa troverà cliccando, senza forzature grammaticali che violentano la lingua italiana.
Per costruire un profilo link che sia davvero efficace, bisogna smetterla di sbavare dietro a siti con traffico "monstre" che però hanno la distanza dalla radice dell'articolo a 6 click dalla home poiché quella è acqua fresca, non spinta SEO.
Un link da un sito con meno traffico ma con un profilo backlink "tosto" (magari linkato da siti governativi o educativi) vale dieci volte di più di un link su un portale generalista che vende a chiunque. Oggi la qualità del contesto editoriale è tutto.
Per ottenere un profilo naturale, devi distribuire i link non solo sulla home, ma su tutte le pagine del sito, comprese quelle che apparentemente non "spingono" fatturato. Del resto la bistecca è buona perché c'ha l'osso, anche se l'osso non si mangia.
Redazione: Il mercato è pieno di offerte di link a basso costo. Quali parametri tecnici usi per valutare la reale sicurezza di un dominio?
Max del Rosso:
Dopo il Google Data Leak del 2024, sappiamo con certezza che Google misura e valuta i pattern di spam in modo ossessivo.
I parametri tecnici per valutare la sicurezza oggi sono:
- Contesto e Rilevanza: Google analizza il testo circostante all'anchor text per identificare lo spam. Se un sito ospita link in contesti irrilevanti, è a rischio penalizzazione e trascina giù anche te.
- Site Authority: Il leak ha confermato l'esistenza di un sistema di autorità del dominio. Valuto quindi la stabilità del ranking nel tempo tramite tool come Ahrefs un sito che ha crolli improvvisi o keyword che ballano non è una fonte affidabile.
- Footprint editoriali: Cerco pattern ripetitivi. Se vedo che il sito pubblica solo guest post con la stessa impronta (300 parole, un link secco, nessuna fonte esterna), lo scarto perché è un bersaglio facile per i sistemi anti-spam come SpamBrain.
Redazione: In che modo la link building influenza l'autorevolezza di un brand in un'era dominata da continui Core Update?
Max del Rosso: L'autorevolezza oggi non serve solo per scalare la SERP tradizionale, ma è la chiave per la GEO (Generative Engine Optimization). Essere citati in contesti editoriali affidabili aiuta i modelli linguistici (LLM) e le AI Overview a riconoscere il tuo brand come un'autorità nel settore.
Un profilo backlink efficace deve essere diversificato, includendo anche link nofollow e citazioni testuali che, pur non passando link juice diretto, sono segnali fondamentali di cui il motore di ricerca tiene conto per valutare la tua reputazione digitale.
La link building moderna è un'attività di reputazione esterna che deve essere pianificata sul lungo periodo per apparire organica e non manipolativa.
Le prospettive del posizionamento off-page ed etica professionale
Redazione: Ti occupi da tempo di intelligenza artificiale applicata alla SEO. Cosa cambia, a livello pratico, quando si ottimizza un sito per i motori generativi?
Max del Rosso: A livello pratico, ottimizzare per i motori generativi come ChatGPT, Gemini o le AI Overview di Google significa spostare il focus dai semplici backlink alla costruzione di una reputazione digitale diffusa.
Non basta più "spingere" una pagina con un link; serve che il brand venga riconosciuto come un'entità autorevole attraverso menzioni e citazioni testuali su fonti pertinenti.
Le AI non leggono solo il codice, ma interpretano il contesto: se fonti affidabili parlano di te, l'algoritmo ti considera una fonte fidata. In termini operativi, questo si traduce in contenuti strutturati in modo chiaro, una presenza coerente nel tempo e una strategia off-page che privilegi la qualità editoriale rispetto alla massa di link.
Redazione: Hai sviluppato diversi tool proprietari legati all'AI. Quali esigenze concrete del tuo flusso di lavoro ti hanno spinto a crearli?
Max del Rosso: Nel mio flusso di lavoro, l'esigenza primaria era la velocità d'esecuzione senza sacrificare la qualità. Gestire centinaia di siti, controllare che gli IP siano realmente differenti e monitorare la persistenza dei link è un “lavoraccio”. Per questo è nato PremiumLink.it. Avevo bisogno di una piattaforma che semplificasse la ricerca di risorse e la gestione delle campagne per i miei colleghi professionisti, garantendo azioni off-site incisive e performanti. Mentre con la suite Quantum SEO, invece, l'obiettivo era unire la mia competenza umana alla potenza dell'AI per automatizzare analisi dettagliate dell'intent e creare cluster semantici che migliorino l'autorità topica del sito.
Di recente ho creato strumenti come Anchor Text PRO e TopicLink Wizard perché la scelta dell'anchor text è un'arte sottile. Avevo bisogno di trovare ganci logici anche tra settori apparentemente distanti come ad esempio linkare un sito di ricette da quello di un cardiologo mantenendo una coerenza impeccabile.
Questi tool sono nati per garantire che ogni backlink appaia come una raccomandazione editoriale naturale e non come una marchetta acquistata. In verità non sono tool creati per me, che grazie a Dio una sola cosa so fare, questa, e mi riesce discretamente bene, ma per i miei collaboratori e colleghi meno esperti lato link building, che non hanno il mio stesso specifico background.
Redazione: Come si sfrutta la GenAI per la produzione di testi senza perdere qualità e senza rischiare penalizzazioni?
Max del Rosso: Sulla questione vale la pena essere molto chiari e netti: Google utilizza sistemi come SpamBrain per identificare pattern manipolativi e testi non naturali. Per proteggersi, io uso la suite nostra Quantum SEO, che unisce l'analisi NLP (Natural Language Processing) alla generazione di contenuti.
Per sfruttare la GenAI senza perdere qualità, devi smetterla di considerarla un generatore magico e iniziare a vederla come un Toolkit avanzato che richiede una guida umana esperta.
Il segreto sta nel non dare in pasto all'IA solo una keyword, ma nel fornirle un briefing dettagliato che includa l'intento di ricerca (informativo, commerciale o transazionale) e le entità pertinenti.
Una volta generato il testo, è fondamentale passare attraverso strumenti di copyediting avanzato per ottimizzare chiarezza, sintassi e fluidità, assicurandosi che il contenuto non sembri scritto da un pezzo di silicio ma risulti naturale e piacevole per l'utente. Solo così il testo diventa una risorsa utile e non un semplice riempitivo.
Redazione: Leggendo altre interviste che hai rilasciato e post sui Social indichi tempistiche indicative comprese tra i 4 e i 12 mesi per vedere i primi risultati. Come gestisci la trattativa per evitare clienti con aspettative irrealistiche?
Max del Rosso: La gestione delle aspettative inizia con la massima trasparenza. Per i siti nuovi o i progetti competitivi, metto subito in chiaro che serve una pianificazione di almeno 12 mesi. Spiego al cliente che la link building è un'azione cumulativa, ogni link si somma al valore costruito in precedenza. Durante la trattativa, presento una roadmap spiego al cliente che non vedrà risultati "domani mattina". Se il cliente non accetta questi tempi fisiologici, semplicemente non è il cliente adatto a me.
Redazione: Quali competenze e quale mindset ritieni indispensabili per un digital marketer per rimanere competitivo nei prossimi anni?
Max del Rosso: A mio avviso, se si vuole rimanere competitivi nel digital marketing dei prossimi anni, bisogna innanzitutto smettere di approcciarsi alla SEO come a una somma di tecnicismi e iniziare a vederla come uno strumento concreto di crescita commerciale. Il primo grande cambiamento deve avvenire nel mindset. Occorre abbandonare l'idea del consulente tuttofare mediocre per abbracciare una specializzazione verticale estrema. Proprio come un chirurgo esperto riconosce la necessità di un anestesista, un marketer moderno deve sapere dove finiscono le proprie competenze e dove iniziano quelle di un professionista dedicato, specialmente in ambiti complessi come la link building. Questa consapevolezza permette di integrare strategie specifiche in un piano SEO complessivo molto più solido.