Intervista · 29 maggio 2026
Intervista a Riccardo Pellicanò
SEO Specialist & Consulente Google ADS.
con Riccardo Pellicanò

Dal 2011 al servizio delle PMI come SEO Specialist & Consulente Google ADS.
Dalla SEO classica alla Generative Engine Optimization
Nel panorama del digital marketing italiano, la figura del SEO Specialist si è evoluta profondamente negli ultimi quindici anni. Passare dalle prime e rudimentali tecniche di posizionamento alle complessità algoritmiche odierne richiede non solo competenze tecniche verticali, ma anche una spiccata capacità di interpretare i trend futuri.
In questa intervista esclusiva, Riccardo Pellicanò — professionista attivo nel settore dal 2011 — racconta le tappe fondamentali della sua carriera, analizza la sua doppia realtà lavorativa e spiega come l'avvento delle intelligenze artificiali stia ridefinendo completamente il concetto stesso di visibilità online.
Un approccio basato sui dati e sulla solidità tecnica
L'intervista che segue mette in luce una filosofia chiara: non esistono formule magiche nella SEO. Il successo di un progetto web, sia esso un e-commerce locale o una grande piattaforma aziendale, passa sempre attraverso l'analisi dei dati, lo studio dei log e un'ottimizzazione millimetrica eseguita "sotto il cofano".
Redazione: Oltre 15 anni di esperienza nel digitale e un percorso che parte da lontano. Come nasce la tua storia nel mondo della SEO e come si è evoluto il tuo approccio nel tempo?
Riccardo Pellicanò: Il mio percorso parte ufficialmente nel 2011. Ho iniziato sul campo, gestendo direttamente un progetto e-commerce. Quella è stata la vera scuola: quando hai la responsabilità diretta del fatturato di un negozio online, impari subito che ogni singola ottimizzazione deve portare risultati concreti e misurabili. Non c'è spazio per la teoria fine a se stessa o per le metriche di vanità.
Da quella esperienza ho sviluppato un approccio analitico e strettamente orientato ai dati, che applico tuttora. Negli anni il mercato è cambiato radicalmente, gli algoritmi si sono fatti infinitamente più complessi, ma la centralità del dato e lo studio profondo dei comportamenti degli utenti sono rimasti i miei punti fermi. Oggi fare SEO significa prima di tutto capire l'intento di ricerca delle persone e rispondere in modo più efficace della concorrenza.
Redazione: Oggi ti dividi tra il ruolo di Head of SEO per l'agenzia Pistacchio Web a Quarrata e l'attività freelance nel tuo studio a Prato. Come riesci a bilanciare queste due realtà così diverse?
Riccardo Pellicanò: È una sinergia perfetta che si autoalimenta. In agenzia coordino un team multidisciplinare di 12 professionisti; questo mi permette di confrontarmi quotidianamente con sfide su larga scala, di gestire flussi di lavoro strutturati e di mantenere una visione d'insieme su progetti aziendali complessi.
L'attività freelance nel mio studio di Prato mi offre invece lo spazio ideale per mantenere un rapporto directo, quasi sartoriale, con i clienti che si affidano alla mia consulenza per obiettivi specifici. Qui posso curare ogni dettaglio in prima persona. Gestire entrambe le realtà richiede una ferrea organizzazione del tempo, ma garantisce una flessibilità operativa e una ricchezza di stimoli che reputo un enorme valore aggiunto per chiunque si muova in questo settore.
Redazione: Chi conosce il tuo lavoro sa che hai un focus molto forte sulla SEO tecnica e sull'ecosistema WordPress. Qual è la tua filosofia su questo fronte?
Riccardo Pellicanò: Credo fermamente nell'ottimizzazione tecnica ad alta precisione. Nel mio lavoro non c'è spazio per le scorciatoie o per i plugin miracolosi che promettono risultati con un click. WordPress è uno strumento potentissimo, ma va gestito con consapevolezza, soprattutto oggi che l'uso massiccio di page builder avanzati rischia di appesantire inutilmente il codice.
La SEO solida si fa sotto il cofano del sito. Che si tratti di ripulire il codice sorgente, ottimizzare le performance di caricamento (Core Web Vitals) o gestire una migrazione delicata e complessa, il segreto risiede nell'analisi profonda. Controllo costantemente i file di log per capire come i crawler si muovono sulle pagine, analizzo l'architettura dei dati e configuro l'infrastruttura del server per garantire la massima scansionabilità. Se i motori di ricerca non riescono a comprendere la struttura tecnica del tuo sito, anche i contenuti migliori del mondo faranno fatica a posizionarsi.
Redazione: Il mondo della ricerca sta affrontando una trasformazione epocale. Oggi si parla sempre più di GEO (Generative Engine Optimization) e intelligenza artificiale. Come si ridefinisce il concetto di visibilità in questo scenario?
Riccardo Pellicanò: Siamo nel pieno di una rivoluzione epocale. Gli utenti non si limitano più a inserire semplici parole chiave su un motore di ricerca tradizionale, ma interrogano direttamente i Large Language Models come ChatGPT, Claude, Perplexity o Gemini per ottenere risposte sintetiche, argomentate e già strutturate. Di conseguenza, le regole del gioco cambiano radicalmente.
La sfida attuale non è solo intercettare il traffico sui motori classici, ma fare in modo che i brand siano presenti, autorevoli e citati correttamente all'interno delle risposte generate dalle intelligenze artificiali. È un cambio di paradigma totale. Per fare GEO in modo serio dobbiamo studiare le fonti informative utilizzate dai modelli predittivi, ottimizzare i dati strutturati e monitorare i dati di accesso nei log del server per capire quali bot di IA stanno scansionando le nostre risorse. La visibilità del futuro si gioca sull'autorevolezza della fonte.
Redazione: Un'ultima domanda più personale. Con ritmi di lavoro così intensi, tra codice, strategie e lo studio costante delle intelligenze artificiali, come trovi il giusto equilibrio per rigenerarti?
Riccardo Pellicanò: Per mantenere la lucidità e la freschezza mentale necessarie in un settore che corre a una velocità folle, staccare la spina non è un lusso, è una necessità biologica. Quando chiudo i dispositivi Apple che accompagnano ogni minuto della mia giornata lavorativa, cerco intenzionalmente il ritorno a ritmi più lenti, analogici e concreti.
Mi rigenero grazie alle mie passioni di sempre: una partita di calcio per scaricare l'adrenalina e la tensione della settimana, il piacere della buona tavola e del buon vino condiviso con le persone giuste, oppure una lunga camminata nella natura, dove il telefono resta rigorosamente in tasca. Trovare il tempo per ricaricare le batterie lontano dagli schermi è esattamente ciò che mi permette, il lunedì mattina, di tornare al lavoro con la massima concentrazione e la mente aperta alle nuove sfide.
Le sfide future della visibilità online
Le parole di Riccardo Pellicanò tracciano una linea chiara su dove si sta muovendo il mercato digitale. In un contesto in cui la SEO tradizionale si fonde inevitabilmente con le nuove dinamiche dei motori generativi, l'unica strategia vincente per le piccole e medie imprese resta la combinazione tra un'infrastruttura tecnica impeccabile e un approccio profondamente analitico basato sui dati reali.